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La mucosa vaginale è abitata da centinaia di microorganismi che hanno lo scopo di mantenere il delicato equilibrio vaginale e di difenderla da batteri, funghi e virus provenienti dall’esterno.

La
mucosa vaginale è abitata da centinaia di microorganismi che hanno lo scopo di mantenere il delicato equilibrio vaginale e di difenderla da
batteri,
funghi e
virus provenienti dall’esterno.
I principali microorganismi presenti nell’ambiente vaginale sono:
- lattobacilli acidofili;
- difteroidi;
- staphylococcus epidermidis;
- streptococchi di diverse specie;
- escherichia coli;
- diversi batteri anaerobi;
- candida albican.
I lattobacilli acidofili costituiscono la microflora vaginale predominante e hanno lo scopo di regolare il grado di acidità vaginale (pH vaginale) e, conseguentemente, l’equilibrio della restante flora microbica.
La flora vaginale e il conseguente pH non è uguale in tutte le età della donna.
Durante le prime settimane di vita il PH è tra il 3,5 e il 4,5.
Dal primo anno di vita, fino alla pubertà, i valori del pH vaginale salgono a 7-8.
Dopo la pubertà il pH si abbassa a 4.0 e i Lattobacilli diventano la microflora vaginale predominante.
Dopo la menopausa il pH aumenta nuovamente, rendendo la donna più esposta a infezioni batteriche.
Il pH vaginale di una donna in età fertile è intorno al 4.0, il grado ottimale per garantire l’equilibrio e la salute dell’ambiente vaginale.
Sono i bruschi cambiamenti di acidità ad alterare l’equilibrio della microflora vaginale, permettendo ad alcuni microorganismi di proliferare e causando l’abbassamento delle difese dalle infezioni esterne.
Quando la flora microbica vaginale si altera, in seguito al proliferare di uno o più microorganismi che la abitano, si possono sviluppare delle infezioni dette vaginosi.
Nel caso in cui l’infezione è causata da microorganismi esterni si parla, invece, di vaginite, vulvovaginite e cervicovaginite.
I motivi per cui la flora batterica si altera possono essere molteplici.
Ad esempio:
- terapie antibiotiche;
- l’uso di contraccettivi orali;
- alimentazione squilibrata;
- stati emotivi particolarmente stressanti;
- rapporti sessuali in condizioni di scarsa lubrificazione;
- malattie a carico del sistema immunitario;
- malattie debilitanti come il diabete;
- interventi chirurgici;
- l’utilizzo di biancheria intima sintetica;
- l’uso di assorbenti interni;
- l’uso di detergenti intimi aggressivi.