Irregolarità del ciclo mestruale

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Sintomi e informazioni sui principali disturbi del ciclo.

 

Irregolarità del ciclo mestruale: quando preoccuparsi?

Nella popolazione italiana il menarca (ovvero la prima mestruazione) avviene a un’età media di 12-12,5 anni, dopo circa 2-2,5 anni dall’inizio dello sviluppo puberale che nelle ragazze si rende evidente con lo sviluppo del seno e ha registrato un anticipo nell’ultimo secolo. Il flusso mestruale avviene ogni 28 giorni (range 25-35 giorni), ha una durata di 4-6 giorni e prevede una perdita ematica media di 40-60 ml. Le mestruazioni sono indotte delle attività di diverse ghiandole del nostro organismo.
L’ipofisi, piccola ghiandola che si trova alla base degli emisferi cerebrali dietro alla radice del naso, funge da “centralina” della produzione di ormoni nel nostro organismo, come le gonadotropine (FSH e LH) che stimolano le ovaie a produrre estrogeni e progesterone. Gli estrogeni portano allo sviluppo del seno e favoriscono il metabolismo osseo; il progesterone, invece, è principalmente coinvolto in tutte le fasi della gravidanza. Ogni mese, la combinazione di estrogeni e progesterone determina la proliferazione, differenziazione e disgregazione delle cellule dell’endometrio (rivestimento interno dell’utero), il cui risultato è il flusso mestruale.

Quando il ciclo diventa irregolare o manca del tutto
 

Le irregolarità mestruali consistono in alterazioni del ritmo, della quantità e della durata del flusso, nonché nella comparsa di perdite ematiche tra un flusso e l’altro.
Sono molto comuni in età adolescenziale, soprattutto nei primi 2-3 anni dalla comparsa del flusso mestruale. E' compito del medico quindi rassicurare la ragazza circa l’irregolarità delle prime mestruazioni, riconducibile anche a una non ancora completa maturazione della ciclicità della produzione ormonale.
Dato che il verificarsi del menarca e dei successivi cicli mestruali dipende da una corretta interazione tra ipotalamo, ipofisi e ovaio, un’alterazione transitoria o persistente di questo meccanismo può determinare l'irregolarità mestruale. Se essa è associata ad altri segni clinici quali obesità, acne e irsutismo (presenza di peli in sedi tipicamente maschili) sono necessarie delle indagini più approfondite che possono individuare un’aumentata produzione di androgeni, ormoni maschili prodotti dalle ghiandole surrenali e in piccola parte dall’ovaio. È opportuno rivolgersi al medico se i flussi mestruali sono particolarmente abbondanti e/o molto ravvicinati, per escludere un’anemizzazione (calo dell’emoglobina) o un’eventuale alterazione dei processi della coagulazione. Il termine amenorrea indica l’assenza di cicli mestruali spontanei e viene distinta in primaria (se non è mai comparso il menarca e non è comparso il seno a un’età maggiore di 14 anni oppure se è comparso il seno ma non è ancora comparso il menarca ad un’età maggiore di 16 anni) e secondaria (se vi è assenza dei cicli mestruali per un periodo superiore ai sei mesi in una ragazza che ha già avuto il menarca). L’amenorrea è un evento raro in una ragazza sana e può essere dovuta a cause rilevanti e non trascurabili. E’ opportuno quindi che la ragazza venga valutata in tempi sufficientemente rapidi da un medico esperto per effettuare esami ormonali e strumentali in grado di definirne la causa.

 

Cicli dolorosi: che fare

Il termine dismenorrea indica il verificarsi di cicli mestruali dolorosi, talvolta di entità tale da interferire con il normale svolgimento delle attività quotidiane. Sono molto poco frequenti nei primi anni dopo il menarca. Nella maggior parte dei casi è un dolore funzionale, cioè non legato a patologie organiche (dismenorrea primaria o funzionale). Il dolore è crampiforme, localizzato in regione sovrapubica con possibile irradiazione verso i fianchi e la regione lombare; si presenta all’inizio del flusso mestruale e persiste per 1-2 giorni. I farmaci più efficaci sono gli antinfiammatori (ibuprofene, naprossene). Qualora la risposta a tali farmaci sia insoddisfacente, occorre rivalutare la possibile natura secondaria della dismenorrea ed escludere pertanto la presenza di patologie a carico di utero e ovaie (cisti ovariche, endometriosi, malformazioni, infiammazione cronica pelvica, fibromi uterini).


LE PAROLE DEL GINECOLOGO

Polimenorrea: intervallo tra i flussi mestruali inferiore a 25 giorni
Oligomennorea: intervallo tra i flussi mestruali maggiore a 36 giorni
Amenorrea: assenza del ciclo mestruale

Ipermenorea: perdita ematica abbondante (>80 ml)
Menorragia: flusso mestruale molto abbondante e/o di durata superiore alla norma
Ipomenorea: perdita ematica inferiore alla norma

Metrorragia: perdita ematica tra un flusso e l’altro
Spotting: perdita ematica tra un flusso e l’altro di scarsa entità
 

dott. Paolo Scollo - Presidente SIGO

Il ginecologo Paolo Scollo, presidente SIGO, risponde on-line alle tue domande
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