Infezioni a trasmissione sessuale

La fascia d’età più colpita è quella dei giovani

Infezioni a trasmissione sessualeSifilide, gonorrea, AIDS, epatite B e C, herpes genitale... sono queste alcune delle più note infezioni che, per quanto radicalmente differenti per cause, manifestazioni, evoluzione e cura, sono accomunate dalla trasmissione per via sessuale e rappresentano oggi un serio problema sanitario.

Come dimostrano i dati statistici, inoltre, è da segnalare che la fascia d’età più colpita è quella dei giovani, indipendentemente dal sesso, che hanno spesso rapporti sessuali non protetti e sono in genere più esposti a occasioni e rischi di contagio interpersonale.

Non bisogna infine trascurare altri due aspetti importanti: 

1) non sempre le malattie a trasmissione sessuale danno luogo a “segni” visibili o a sintomi, ma possono al contrario decorrere in maniera subdola e mantenersi nel tempo. E la loro cronicizzazione comporta conseguenze gravi, come infertilità, tumori, aborti ripetuti e trasmissione alla prole dell’infezione durante la gravidanza o nel momento del parto. Questo fa sì che la diagnosi - e quindi la cura - venga spesso ritardata, con il rischio che nel frattempo si instaurino seri danni organici a carico dell’apparato genitale;

2) si ritiene molto probabile che il numero di casi di malattie sessualmente trasmesse registrati dalle autorità sanitarie sia notevolmente sottostimato, perchè talvolta essi non vengono tempestivamente denunciati. Un altro motivo di questa dispersione di dati è dovuto al fatto che diversi possono essere gli specialisti ai quali i pazienti di norma si rivolgono, spontaneamente o per invio da parte del medico curante: dall’internista al ginecologo, dal dermatologo-venereologo all’infettivologo e perfino all’oncologo.

 

Herpes genitale
Herpes genitaleL’herpes genitale è la malattia sessualmente trasmissibile più comune e riguarda circa 100 milioni di individui nel mondo, di cui l’80% apparentemente privi di sintomi. L’infezione è provocata nella maggior parte dei casi dal virus dell’Herpes simplex di tipo 2, che colpisce la metà inferiore del corpo.
La fascia d’età più a rischio è quella compresa tra i 18 e i 25 anni, con una probabilità di contagio di 4 volte superiore nelle donne rispetto agli uomini. I virus erpetici si trasmettono con la saliva e i liquidi organici e penetrano attraverso abrasioni, ferite o ulcerazioni della pelle o delle mucose, a seguito di rapporti sessuali o di contatti intimi. Hanno la prerogativa di rimanere vitali nell’organismo infettato, cosicchè sono possibili recidive fino a 12 volte nell’arco dell’anno in cui è avvenuto il contagio.
I sintomi sono variabili da individuo a individuo e possono anche rimanere nascosti a lungo, cosicchè il paziente può trasmettere inconsapevolmente la malattia ad altre persone. L’evenienza più frequente è la comparsa sulla pelle e sulle mucose di vescicole dolorose che spesso si ulcerano, accompagnate da malessere generale, febbre e ingrossamento delle linfoghiandole dell’inguine.
La cura prevede la somministrazione precoce di opportuni farmaci contro il virus in causa (aciclovir e valaciclovir) ed eventualmente di analgesici per il dolore.

 

AIDS
AIDSLa modalità di trasmissione più frequente del virus dell’immunodeficienza umana (HIV), responsabile dell’AIDS, è la via sessuale, e importanti fattori di rischio sono l’omosessualità, la tossicodipendenza e la presenza contemporanea di un’altra malattia a trasmissione sessuale, che favorisce sia la disseminazione del virus che la ricettività di un individuo.
Le strategie di prevenzione dell’AIDS sono simili a quelle delle altre malattie a trasmissione sessuale e mirano a diffondere l’utilizzo del preservativo soprattutto nei più giovani.
Vi sono inoltre interessanti prospettive di “terapie combinate”, ossia di associazioni di più farmaci.

 

Epatite B e C
Epatite B e CIl virus dell’epatite B (HBV) si localizza nei liquidi organici quali saliva, lacrime, sudore, sperma e secrezioni dell’apparato genitale.
Grazie ai controllo accurati sui donatori di sangue oggi è in effetti diminuito il rischio di contrarre l’epatite B attraverso trasfusioni, trapianti d’organo o strumenti chirurgici contaminati, mentre è ora più preoccupante la trasmissione per via sessuale e quella da madre a feto nel corso della gravidanza. Il decorso dell’epatite B è strettamente correlato alla risposta biologica del singolo paziente. Più temuta è l’evoluzione in epatite cronica attiva, ossia nella persistenza di processi distruttivi legati all’azione del virus che portano alla cirrosi e al cancro del fegato: un’eventualità che si verifica nel 5-10% degli adulti e nel 90% dei neonati infettati.
Il virus dell’epatite C può essere contratto attraverso il sangue (tossicodipendenti) oppure per via sessuale e comporta anch’esso un rischio tumorale per il fegato.
Il trattamento si avvale di antivirali specifici e interferoni. Il vaccino contro l’epatite B è obbligatorio per tutti i nuovi nati.
Contro l’epatite C non è disponibile un vaccino.

 

Il virus del papilloma (HPV)
Il virus del papilloma (HPV)Il virus del papilloma (HPV) è importante non solo per la sua ampia diffusione a livello mondiale ma anche per il suo ruolo nel promuovere l’insorgenza di alcuni tumori, tra cui il cancro del collo dell’utero.
L’infezione da HPV è di solito priva di sintomi. In qualche caso può tuttavia manifestarsi prurito anale, sostenuto dalla presenza in quella sede di condilomi acuminati (detti anche “creste di gallo”), che si possono anche localizzare nell’uomo a livello di glande e prepuzio e nella donna nella vagina e nel collo dell’utero.
In queste sedi possono comparire altri tipi di condilomi, detti piani, che non danno alcun disturbo ma in compenso possono essere associati - a differenza di quelli acuminati - anche ai virus più frequentemente responsabili di degenerazione maligna.
Queste considerazioni giustificano la necessità di accertamenti approfonditi nelle donne che presentano condilomi, onde prevenire l’insorgenza di tumori.
E’ dunque consigliabile l’esecuzione periodica del Pap test, e, in caso di esito sospetto (questa indagine serve solo come orientamento, e non fornisce informazioni sulle possibili cause di un’alterazione), di una colposcopia eventualmente associata al prelievo (biopsia) di frammenti di mucosa, per l’esame al microscopio.
E’ inoltre da segnalare che nel 40% dei casi all’infezione da papillomavirus si associano una o più infezioni sessualmente trasmesse. Oggi è possibile la vaccinazione sontro l’HPV.

 

Chlamydia
Chlamydia La “Chlamydia trachomatis” è un batterio particolare, dotato della capacità di penetrare e replicarsi nelle cellule, ed è la causa in assoluto più frequente di malattia sessualmente trasmessa nei paesi industrializzati.
La clamidia presente senza dare alcun sintomo nel 3-5% dei soggetti sessualmente attivi fino al 15-30% negli individui affetti da altre infezioni genitali. Nell’uomo possono essere più frequenti disturbi come il bruciore a urinare e difficoltà alla minzione, a seguito dell’uretrite.
Nella donna, al contrario, la clamidia non determina in genere sintomi di rilievo, pur causando l’infiammazione del collo dell’utero e la malattia infiammatoria pelvica, uno stato flogistico a tendenza cronica che interessa gli organi genitali interni e determina spesso sterilità.
Due sono i principali motivi di preoccupazione legati a questa infezione:

1) se presente in gravidanza, la clamidia può contagiare il neonato al momento del parto, provocando congiuntivite (prima causa di cecità nei paesi di sviluppo), polmonite e otite;

2) sono temibili le conseguenze dovute alla progressione della malattia, che in fase avanzata comporta dolori durante i rapporti sessuali, secrezioni vaginali anomale, perdite di sangue irregolari e febbricola.

Una volta diagnosticata attraverso sofisticati metodi di laboratorio, l’infezione da clamidia impone la cura non solo del paziente ma anche del partner, onde evitare continue reinfezioni. Le tetracicline, come la doxiciclina, o altri antibiotici come l’azitromicina offrono una probabilità di successo nell’eradicazione del batterio del 90-100%.

dott. Nicola Surico - Presidente SIGO

Il ginecologo Nicola Surico, presidente SIGO, risponde on-line alle tue domande
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