I metodi contraccettivi: un approccio ragionato nelle varie fasce d’età

Diversi sistemi per soddisfare molteplici necessità.

Se un tempo il termine “contraccezione” poteva essere interpretato semplicisticamente come “provvedimento per evitare una gravidanza non voluta”, oggi il suo significato è notevolmente più ampio e articolato, e può trovare ulteriori declinazioni in rapporto alla fascia d’età della donna.

L’obiettivo primario è infatti quello di separare l’atto sessuale finalizzato alla procreazione dalla sessualità intesa come emozione, piacere, soddisfazione fisica e psichica, ma al tempo stesso la contraccezione consente il raggiungimento di una totale autonomia sessuale, mantenendo la possibilità di programmare le nascite.

È quindi un atto di responsabilità perché la capacità di separare l'erotismo e l’affettività dalla procreazione è propria solo dell'essere umano.

La ricerca scientifica nel campo della contraccezione, d’altra parte, ha ottenuto importanti risultati partendo da un modello ideale di contraccettivo caratterizzato da efficacia, sicurezza, assenza di effetti dannosi, facile impiego e buona accettazione sotto il profilo psicologico.

Per questa ragione il progresso ha consentito la messa a punto di una gamma di sistemi per soddisfare differenti necessità, che possono cambiare nell’arco della vita.

Ovviamente la disponibilità di mezzi contraccettivi, sebbene ampia, non sempre soddisfa tutti i requisiti, cosicché permane la necessità di un continuo studio mirato a contraccettivi sempre più sicuri. Saranno ora brevemente riassunti i principali metodi contraccettivi disponibili alla luce della fascia d’età in cui possono risultare più indicati o viceversa apparire meno efficaci.

Comportamentali

L’esempio tipico è quello del coito interrotto, la cui efficacia dipende esclusivamente dal partner maschile. È una metodica a cui spesso ricorrono in maniera grossolana le coppie giovanissime, ma è caratterizzata da un alto livello di fallimento.

Contraccettivi barriera

Il preservativo: ideato nel 1600 dal dott. Condom, ebbe una rapida evoluzione con la diffusione prima della gomma e successivamente del lattice. Il preservativo in lattice rappresenta una barriera sia per gli spermatozoi, che hanno un diametro di 0.003 mm, sia per alcuni agenti patogeni, come quelli responsabili delle malattie a trasmissione sessuale (per esempio il virus dell’immunodeficienza umana, HIV, il virus del Papilloma umano, HPV, correlato all’insorgenza del carcinoma della cervice uterina e così via). È il metodo che trova riscontro in ogni fascia d’età, ma il suo impiego non corretto spiega la maggior parte dei fallimenti contraccettivi e di protezione dalle malattie a trasmissione sessuale, perché un preservativo mal posizionato si rompe più facilmente e si sposta dalla corretta posizione.

Contraccettivi ormonali

Consentono di ottenere il controllo della fertilità attraverso il blocco reversibile dell’ovulazione. Dalla prima pillola introdotta da Pincus nel 1956, la pillola, o meglio le pillole attuali, si differenziano per la composizione ormonale e per la posologia degli ormoni in essa contenuti. Ciò che maggiormente influenza in senso negativo la diffusione della contraccezione ormonale è rappresentato oggi dai cosiddetti effetti collaterali “minori”, rappresentati principalmente dalla ritenzione idrica, dall’incremento ponderale, dalla tensione mammaria, dalla cefalea, dalle alterazioni dell’umore, dalla riduzione della libido, tutti fattori che possono creare qualche disagio psicologico soprattutto durante i primi cicli di somministrazione. L’incidenza dei vari effetti collaterali si modifica a seconda del dosaggio ormonale presente - etinilestradiolo e progestinico - oltre a giocare un ruolo importante il tipo di progestinico utilizzato. La prescrizione della pillola spetta al medico, sulla base della storia clinica, le caratteristiche e le abitudini della singola donna, indipendentemente dall’età. Non bisogna tuttavia dimenticare che alcune pillole possono essere impiegate anche alla stregua di veri e propri presidi terapeutici, come per esempio nel trattamento di acne giovanile o endometriosi.

Metodi chimici

Si tratta di creme, gelatine, ovuli, che hanno lo scopo di immobilizzare gli spermatozoi raccolti per evitare la loro ascesa in vagina e di ostacolarne il passaggio a livello del muco cervicale. Queste sostanze devono essere introdotte in vagina all'inizio del rapporto sessuale (15-30 minuti prima) e la loro applicazione dev'essere ripetuta ad ogni successivo rapporto, in quanto la loro efficacia è limitata a una durata di 30-60 minuti. Sono perciò indicati a coppie più attente e “scrupolose” alle norme di impiego.

Metodi chirurgici

Legatura delle tube per la donna e vasectomia per l’uomo sono i metodi chirurgici più utilizzati. Si tratta di metodiche contraccettive irreversibili la cui applicazione dev'essere ben valutata per le sue comprensibili ripercussioni psicologiche. Per tali ragioni questi metodi sono per lo più riservati nelle fasce d’età più avanzate.

Metodi naturali

Sono basati sull'individuazione dell'ovulazione, e quindi del periodo fecondo, al fine di consentire un’adeguata astensione dai rapporti sessuali potenzialmente fecondanti. Il metodo Ogino-Knaus prevede l'astensione dai rapporti 3 giorni prima e 1 giorno dopo l'ovulazione, che avviene sempre 14 giorni prima dell’inizio della mestruazione. Il calcolo teorico dovrebbe essere fatto analizzando, in un arco di 12 cicli mestruali annuali, quello più corto e quello più lungo da cui si ottiene una media. Molti fattori esterni possono, tuttavia, modificare il giorno dell'ovulazione; inoltre, molte donne, soprattutto in giovane età, non hanno cicli regolari, per cui questo calcolo è poco affidabile. Il metodo Billings, detto anche metodo del muco cervicale, si basa sull'analisi del muco cervicale che, sotto lo stimolo degli estrogeni, maggiore durante l'ovulazione, si modifica diventando più fluido e filante per facilitare la progressione degli spermatozoi attraverso il canale cervicale. Si tratta di una metodica che risente della soggettiva capacità di ogni donna di valutare le modificazioni del muco stesso. Il metodo della temperatura basale si basa sul rilevamento della temperatura corporea misurata tutte le mattine a riposo. Dopo l'ovulazione si assiste infatti ad un innalzamento della temperatura corporea di circa mezzo grado rispetto ai rilevamenti precedenti. Se si considera l’ampia variabilità individuale di questo parametro oltre che le possibili interferenze a cui è costantemente sottoposto, è intuitivo che si tratta di un metodo gravato da un alto indice di fallimento. Rispetto alla globalità dell’offerta contraccettiva, i metodi naturali hanno indubbiamente il vantaggio di consentire naturalezza nei rapporti intimi e soprattutto la non invasività “farmacologia” o fisica del corpo della donna. L’efficacia dei metodi naturali è stata notevolmente migliorata dalla loro integrazione con le conoscenze scientifiche: per esempio il monitoraggio dell’ovulazione basato sulla semplice valutazione ormonale, dimostra che essa avviene in media 24 ore dopo il picco dell'estradiolo e 16 ore dopo il picco dell'LH. Valutando le concentrazioni nelle urine di tali sostanze nei diversi giorni del ciclo mediante opportuni dispositivi si possono così identificare i giorni fertili in cui ci si deve astenere dall’avere rapporti sessuali potenzialmente fecondanti. Non bisogna tuttavia dimenticare che, affinché la scelta contraccettiva avvenga in modo responsabile, è importante sviluppare e garantire l’educazione sessuale a tutte le età, fornendo gli strumenti per far crescere una sessualità serena, matura e consapevole.

L’informazione e il dialogo con il ginecologo di fiducia giocano sempre un ruolo fondamentale nell’educazione della popolazione, con l’obiettivo di creare una coscienza contraccettiva, dalla pubertà fino alla menopausa.

dott. Nicola Surico - Presidente SIGO

Il ginecologo Nicola Surico, presidente SIGO, risponde on-line alle tue domande
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