Consigli per sfruttare al massimo i benefici del sole
L’arrivo delle vacanze significa per molti la possibilità di godersi finalmente il caldo e il sole.
Ma non è soltanto il desiderio di una bella abbronzatura a farci stendere al sole. Al di là dell’azione favorevole sul tono dell’umore, l’esposizione al sole è benefica anche per l’apparato scheletrico, in quanto attiva la vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio e il suo deposito nel tessuto osseo. Per le donne è davvero molto utile per prevenire e contrastare la demineralizzazione ossea tipica della menopausa.
Per evitare che gli effetti benefici del sole si tramutino in danni per la salute, è d'obbligo fare qualche precisazione per capire quali sono i pericoli del sole e vedere insieme come sfruttarne solo il meglio.
Danni superficiali e reversibili
Se ci si espone al sole senza i dovuti accorgimenti: rispetto dei tempi d'esposizione a seconda del grado di abbronzatura, utilizzo della crema solare protettiva adatta a proprio fototipo e di occhiali da sole, oltre alle scottature più o meno gravi, dopo qualche ora dall’esposizione possono insorgere eritema (arrossamento associato a prurito) e problemi agli occhi come fotocheratocongiuntivite e fotocheratite (patologie oculari reversibili).
Danni a lungo termine
Ma sono gli effetti cronici, o a lungo termine, i più pericolosi per la salute: sono subdoli e possono manifestarsi anche dopo molti anni di esposizione. Si tratta principalmente del fotoinvecchiamento cutaneo, caratterizzato dalla progressiva comparsa di rughe e dalla perdita del normale turgore ed elasticità della pelle, e della possibile induzione di tumori (melanoma, basalioma, spinalioma) nonché di alterazioni irreversibili della cornea, quali la cataratta, e della retina (degenerazione maculare).
Gli ultravioletti
Nell'induzione di questi effetti nocivi sono coinvolti sia gli ultravioletti UV-A sia gli UV-B . Se questi ultimi sono da 100 a 1.000 volte più potenti nell’indurre danni acuti, gli UV-A, anche a causa della loro maggior penetrazione, sono molto più attivi nel provocare fotoinvecchiamento e danni alle cellule che possono aumentare il rischio di tumori.
La dieta per l'abbronzatura
In previsione dell’esposizione al sole è importante anche l’alimentazione, che dovrebbe privilegiare frutta e verdura, ricche in sali minerali e soprattutto in antiossidanti (vitamine C ed E), che contribuiscono a proteggere la pelle dai potenziali danni indotti dalla stessa radiazione solare. Non bisogna del resto dimenticare che la reazione della pelle esposta al sole, prima ancora dell’aumento della produzione di melanina (il pigmento responsabile dell’abbronzatura), è una reazione infiammatoria, documentata per l’appunto dall’eritema e accompagnata dalla produzione di sostanze tossiche, i radicali liberi dell’ossigeno.
Come proteggersi
E' innanzitutto essenziale identificare il proprio fototipo e informarsi sull' eventuale familiarità per tumori della pelle. Inoltre, ricordarsi che esistono farmaci e sostanze fotosensibilizzanti che aumentano la sensibilità della pelle agli effetti nocivi dei raggi solari. Tra questi, molti antibiotici, alcuni antinfiammatori, antidepressivi, ansiolitici e neurolettici nonché preparazioni estroprogestiniche (utilizzate nella pillola anticoncezionale). Chiedete quindi delucidazioni al vostro medico sugli eventuali farmaci che state assumendo, per evitare reazioni fototossiche.
Le donne a maggior rischio sono quelle classificabili come fototipo 1: con capelli rossi, occhi chiari, lentiggini, carnagione di aspetto lattiginoso. Esse, in linea con le stesse raccomandazioni valide per i bambini, devono sempre orientarsi verso creme solari con il massimo fattore di protezione.
Tutti i fototipi, in ogni caso, dovrebbero graduare la durata delle esposizioni nei primi giorni, evitando le ore dalle 11 alle 15. Bisogna inoltre ricordare che l’abbronzatura, per quanto sia un efficace sistema naturale, non garantisce una protezione assoluta nei confronti di tutti i possibili danni sulla pelle delle radiazioni solari. Questo significa che, soprattutto sulle pelli più vulnerabili, non dovrebbero mai mancare. Va infine ricordato che la loro applicazione va ripetuta frequentemente (ogni 2-3 ore), specie dopo una sudata o una nuotata.
Anche la quantità di prodotto applicata è rilevante ai fini protettivi: è stato dimostrato che in media si utilizzano dosi pari a circa un terzo di quelle impiegate in laboratorio per verificare il fattore di protezione, che garantiscono le caratteristiche riportate in etichetta.
Infine non bisogna trascurare il potere delle superfici riflettenti (neve, sabbia, acqua)..
UV-A e UV-B hanno pari responsabilità.
Il fototipo
Ciascuno di noi possiede una personale quantità e qualità di melanina superficiale, che determina il colore della carnagione e rappresenta il primo livello di protezione naturale (fototipo).
In dermatologia si riconoscono 6 fototipi, ma per semplicità il fototipo 1 (quasi albino) è assimilabile al 2 (pelle molto chiara) e il fototipo 6 (individui di colore) è assimilato al 5 (pelle molto scura). Si determinano così 4 gruppi:
Fototipo I:
Fototipo II:
Fototipo III:
Fototipo IV:
Per allontanare tutti i rischi dall’infanzia alla terza età è obbligatorio evitare scottature infantili
Anziani e bambini: al sole sì, ma con attenzioni ancora maggiori. I primi perché, oltre a essere generalmente intolleranti verso i raggi solari, sono assai più vulnerabili alla calura (colpi di calore, lipotimie, disidratazione). Non per questo, però, il sole dev'essere loro precluso, seppure evitando le ore più calde e approfittando di alberi o ombrelloni nelle zone meglio ventilate. Per i bambini la protezione è imprescindibile. È stato infatti dimostrato che le scottature solari subite nell’infanzia aumentano significativamente il rischio di melanoma nell’età adulta e che tale rischio è tanto maggiore quanto più il bambino è piccolo e quanto più le lesioni sono intense.
Si deve ricordare che il sole produce i suoi effetti anche se i piccoli sono in acqua; per questo bisogna preferire antisolari idro-resistenti, con fattore di protezione superiore a 20 (anche oltre i 50) e ripetere comunque l’applicazione dopo ogni bagno; farli bere molto, meglio se bevande ricche di sali minerali, come magnesio e sodio.
Dopo l’esposizione, applicare una crema lenitiva a base di antiossidanti, quali vitamina C, E, zinco, selenio. E, soprattutto, ricordare alle mamme che spetta loro il compito di dare il buon esempio: i bambini che vedono i propri genitori esporsi in modo sconsiderato e nelle ore sbagliate seguiranno meno volentieri i consigli che vengono dati loro per proteggerli dal sole.
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